Zazen vuol dire letteralmente "meditazione
seduta"; zen è un termine giapponese, derivato
dal cinese ch'an e dal sanscrito dhyana, "meditazione".
La pratica dello zazen è il cuore dello Zen. Zazen
è il ritorno, qui ed ora, alla condizione normale
del corpo e della mente, è la forma adulta della
nostra vita. E' è il contatto più intimo
con se stessi e il rapporto più autentico con la
realtà, al di là della riduttiva coscienza
dell'io perennemente agitato nel frustrante tentativo
di appagare i propri desideri e di sfuggire la sofferenza.
Rimanendo immobili ed in silenzio, seduti nella postura
corretta (cioè eretta, equilibrata, stabile, energica
e priva di tensioni), si genera naturalmente una respirazione
corretta (cioè calma, regolare, profonda e completa);
dalla respirazione corretta sorge spontaneamente un corretto
stato mentale (quieto, presente e concentrato, libero
dagli oggetti del pensiero, dai giudizi, dalle elaborazioni
concettuali, aperto, indipendente dalla logica del profitto
personale e naturalmente benevolo). Ed in questa condizione
centrale di unità del corpo e della mente riconosciamo
infine la nostra vera natura originaria: non siamo separati
da alcunché.
A partire dalla pratica regolare di zazen, la nostra
vita si trasforma, si semplifica, inconsciamente, in modo
naturale: dimenticando noi stessi, a beneficio di tutti,
ci armonizziamo con la realtà, che si rivela sempre
meno ostile. La portata di zazen è universale:
al di là delle condizioni sociali o culturali,
zazen si rivolge direttamente al cuore dell'uomo; al di
là delle categorie mentali, delle ideologie o dei
dogmi, è la radice stessa dello spirito religioso.