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Yuno Rech
Vitagliano - aprile 2008
Durante zazen riportate costantemente la vostra attenzione ai punti importanti della vostra postura. Basculate bene il bacino in avanti, prendete con forza appoggio con le ginocchia sul suolo e distendendo il ventre. Lasciate che il peso del corpo prema bene sullo zafu. Il bacino è basculato in avanti come se volessimo che l’ano non toccasse il cuscino, ma le reni non devono essere troppo inarcate. La zona del plesso solare deve essere completamente distesa in modo che l’espirazione possa andare fino in fondo. A partire dalla vita, estendiamo bene la colonna vertebrale e la nuca rilassando le tensioni della schiena e delle spalle.
Il mento è rientrato e spingiamo il cielo con la sommità del capo.
E’ importante sentire una forte energia nella nuca che stimola l’attenzione. Tenete gli occhi bene aperti e non attaccatevi agli oggetti visivi intorno a voi. Lo sguardo è semplicemente posato davanti a sé, sul suolo, non guarda nulla di speciale.
Così lo sguardo abbraccia tutto lo spazio davanti a sé. La lingua è contro il palato. Se avete la tendenza a seguire i vostri pensieri, ponete la vostra attenzione sul contatto della lingua con il palato. Ciò calma il discorso interiore.
Non si cerca di controllare lo spirito con lo spirito, ma si riporta costantemente...
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Yuno Rech
Roma - aprile 2005
Rientrate bene il mento, estendete la colonna vertebrale
e spingete il cielo con la sommita' del capo. Rilasciate le spalle,
rilassate il ventre, inspirate ed espirate profondamente, riportando
costantemente la vostra attenzione alla postura del corpo. Non seguite
i vostri pensieri.Restare immobili, seduti, per numerose ore non
e' facile. Avremmo piuttosto voglia di muoverci. Concentrarsi a
rimanere immobili puo' parere una costrizione; in genere si considera
la liberta' come il seguire i propri impulsi, i propri desideri.
Allora, rimanere immobili, seduti senza muoversi puo' parere l'opposto
della liberta', e quando si continua questa pratica, si scopre un'altra
liberta'. Quella di seguire i propri impulsi e' una liberta' limitata,
in realta' si obbedisce ai propri condizionamenti, e quando si puo'
restare immobili, senza muoversi, si scopre una liberta' superiore
quella di non dipendere da nessuna cosa. In Zazen non ci si appoggia
su nulla, e' una sedia senza schienale, senza nulla per far riposare
le braccia, non e' una poltrona. Si 'e giusto seduti in equilibrio
sullo zafu.
La stabilita' di zazen proviene dal fatto che non si seguono le
proprie inclinazioni, si rimane completamente centrati sull'asse
verticale, collegando il cielo con la terra. E si smette di perseguire
alcunche'.
Si scopre che per essere felici non abbiamo bisogno di ricercare
molte cose, solo essere in armonia con la realta' qui e ora. Anche
se Zazen ha la forma di un esercizio nel quale si segue l'insegnamento
della scuola Zen Soto, in definitiva la pratica e' aldila' dell'esercizio,
si dimentica la tecnica....
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Yuno Rech
Aubagne - luglio 2002
Non dormite. Se avete la tendenza ad addormentarvi, concentratevi in particolare sulla postura raddrizzando bene la testa, rientrando il mento ed inspirando profondamente parecchie volte, esercitando soprattutto la vostra vigilanza. Siate attenti, osservate ciò che avviene di istante in istante. Quando siamo concentrati a sufficienza sulla postura e sulla respirazione, lo spirito si calma, l'agitazione mentale si placa e invece di essere ghermiti dai pensieri, trascinati da essi, possiamo distaccarcene ed osservarli.
Non per questo i pensieri cessano di apparire, ma non ci identifichiamo con essi, e così non creano alcuna confusione. Esistono dei pensieri, ma non sono questi pensieri. E' l'atteggiamento fondamentale di zazen, ciò che chiamiamo il funzionamento dello spirito come specchio. Lo spirito che diventa come un vasto specchio, che riflette ciò che appare così com'è, senza scegliere, senza giudicare, senza eliminare alcunché, senza afferrare nulla e soprattutto senza identificarsi con nulla...

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Yuno Rech
Vitorchiano - aprile 2011
Durante zazen, non perdete il vostro tempo a seguire i vostri pensieri, riportate costantemente l’attenzione alla postura del corpo.
Basculate bene il bacino in avanti e prendete fermamente appoggio con le ginocchia al suolo, distendete il ventre e lasciate pesare il peso del vostro corpo sullo zafu, state seduti come se voleste che l’ano non tocchi lo zafu e il punto che preme sullo zafu è situato al centro del perineo, punto sorgente di energia come anche i punti delle ginocchia che si trovano a contatto con la terra.
In questo modo anche se si dona molta energia alla postura, la postura ridona una energia
fresca, ecco perché si può restare seduti in zazen senza stancarsi.....

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